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Visconti, vent’anni di Made in Florence Ricerca


Anno 1988, nella villa Il Chiuso, in via dell’Osservatorio a Firenze - tuttora sede dell’azienda - nasce un nuovo brand di oggetti per la scrittura: Visconti.
Il nome, che evoca antiche nobiltà, è una felice intuizione dei fondatori. Lo scelgono Dante Del Vecchio e Luigi Poli per caratterizzare un’azienda esclusivamente made in Italy, una di quelle “minoranze vitali” - per dirla con il titolo del rapporto Censis - che fa crescere l’Italia. Meglio ancora: made in Florence, come puntualizza orgogliosamente Dante Del Vecchio. Valore aggiunto di un’impresa che conta 34 dipendenti e che produce interamente i propri articoli nella città culla del Rinascimento.

Anche sulla produzione Del Vecchio ha le idee chiarissime: “La nostra scommessa è stata sin dalle origini quella di crescere esclusivamente nel mercato delle penne”, senza variazioni di tema, senza incursioni nel segmento delle extension line. Ed è una scommessa vinta a giudicare dalla crescita di Visconti: +25% rispetto al 2006, con un fatturato nell’ultimo esercizio di 6,5 milioni di euro e una media annua di pezzi prodotti, negli ultimi quattro anni, che si aggira intorno alle 70.000 unità, delle quali il 75% vendute all’estero.
E chiaro è altrettanto il posizionamento, con prodotti che non scendono al di sotto dei 150 euro e una gamma ampia e ben diversificata che comprende collezioni di fascino, come Van Gogh, Opera, Art Collection, Metropolis e la new entry Divina in lucite nera, e limited edition di grande importanza, come la Divina Proporzione in celluloide e argento o oro, il Carro e la Ruota (collezione I Tarocchi), la Romanica, solo per citare le ultime in ordine di tempo.

“La nostra produzione - dice Dante Del Vecchio - è espressione di una cultura e di un sapere fortemente radicati nel territorio, di una sensibilità artigianale che caratterizza i nostri manufatti e fa sì che le nostre penne non siano mai anonime, come vuole il dna di chi è nato nella terra culla del Rinascimento”. Una sensibilità che Visconti riconosce a tutte le maestranze, premiando attraverso una parte della distribuzione degli utili chi, mettendo cuore nel proprio lavoro, concorre a fare grande il nome dell’azienda nel mondo. D’altronde se si vuole essere portabandiera della “writing renaissance”, come recita il claim di Visconti, non ci si può permettere di sbagliare, con prodotti banali o peggio ancora senz’anima.
Anche l’attuale impegno di consolidamento della rete di rappresentanza in Italia, messo in atto grazie alla competenza e all’esperienza di un nuovo direttore commerciale, il progetto di elevare il target price dell’azienda, che attualmente vede la collezione Van Gogh come entry level, e la partnership con alcuni negozi di fiducia identificati dal marchio Gold Point Visconti sono gli ulteriori segnali di una vincente strategia di marketing.

Segni distintivi
L’assortimento di Visconti attualmente può essere compreso tra due collezioni che si pongono ai vertici della gamma: la Van Gogh come entry level e la Divina Proporzione come top di gamma. Nel mezzo una ricca serie di pietre miliari che hanno fatto grandi i vent’anni dell’azienda e di storia degli strumenti da scrittura italiani, grazie non soltanto alla qualità produttiva e alle apprezzabili soluzioni estetiche, ma ad alcuni elementi tecnici di grande interesse, come i sistemi brevettati di chiusura del cappuccio a baionetta (Hook safe lock) e il sistema di caricamento Push & pull touchdown, con il pulsante di fondo che scompare all’interno del fusto per riapparire con un semplice click, che caratterizzano la Divina Proporzione, stilografica in celluloide a sezione pentagonale, con svolgimento a spirale, della quale Penna si è occupata nel numero 74 (maggio 2006).
Un modello di sobria eleganza, dalla linea senza interruzione di continuità tra fusto e cappuccio, di gusto vagamente decò grazie all’abbinamento della celluloide di un caldo color radica con il delicato pentagramma di fili argento o oro. Brevetti d’invenzione che hanno contraddistinto la storia dell’azienda, come l’ultimo, legato alla penna Metropolis, dal pennino retrattile, ma con il caricamento a pistone che la rende unica nel suo genere (Penna 79, marzo 2007).

Basterebbe l’analisi dell’evoluzione della clip nel corso degli anni per comprendere il lavoro di sperimentazione formale che l’azienda fiorentina compie anche sui dettagli. È del 1993, per esempio, l’originale clip a ricciolo, disegnata da Visconti per il Moro di Venezia: interpretazione scultorea di una prua tuffata nell’onda, che caratterizzò le stilografiche Uffizi e Voyager. Nel 2000 la collezione Millenium saluta il passaggio epocale con una clip a forma di ponte, simbolo dell’unione tra il vecchio millennio e il nuovo che sta per iniziare: quella clip, con l’inserimento del logotipo di Visconti, diventerà ben presto il vessillo dell’azienda fiorentina, segnandone la sua nuova identità.

Accanto alla clip, a partire dal 2004 va ricordato un altro elemento di design fortemente caratterizzante la cifra stilistica attuale di Visconti: la particolare sezione del fusto, quadrato con gli angoli accentuatamente stondati che darà vita, a partire dalla collezione Wall Street, alla serie Quadratura del Cerchio, che trae ispirazione dall’Uomo di Vitruvio, disegnato dal genio toscano per eccellenza: Leonardo da Vinci.

Negli ultimi dieci anni, Visconti, ha trovato dunque una sua precisa identità, coniugando ricerca estetica, qualità artigianale, intuito commerciale. Il risultato è rappresentato da tanti piccoli capolavori - in edizioni limitate e non - che meritano di essere passati in rassegna, come a una sfilata della stilografica, a partire dalla Ragtime del 1991 fino alla recentissima Divina in lucite nera, riprodotte sulla copertina di questo numero (si veda la cronologia che riportiamo nell’articolo, segnando quelli che a nostro giudizio sono gli esemplari più importanti della produzione di Visconti).

Ma la storia non finisce. “Abbiamo due importantissime novità per il ventesimo anniversario e una di queste - dice sornione Dante Del Vecchio, senza svelare il segreto - costituirà un inno alla tecnica della stilografica”. Eguagliare il successo della Divina non sarà facile, ma Visconti ha saputo sorprenderci sino a oggi. Attendiamo dunque fiduciosi..

Giuseppe Romano

Le pietre miliari

1988 - Classic. Stilografica che segna il debutto di Visconti; primo risultato del riutilizzo della celluloide, qui arrotolata da foglio e tornita a mano.
1989 - Urushi. Penna prodotta da un artigiano giapponese, sino al 1992, esclusivamente per Visconti; realizzata in lacca naturale Urushi; edizione limitata a 50 esemplari, poi portati a 100. Sistema di riempimento a contagocce, con chiusura di sicurezza.
1990 - D’Essai. Collezione in celluloide d’epoca (rinvenuta presso Vecchietti, Bologna e Borsa, Milano); edizione limitata prodotta in 14 colori.
1991 - Ragtime. Prima stilografica con un design originale dell’azienda fiorentina; vengono utilizzate clips modello primi anni ‘20, che s’inseriscono sopra il fusto della penna. Il design della Ragtime caratterizzerà le Visconti per molti anni. Nel 1991 furono vendute, in Italia, oltre 12.000 Ragtime.
1992 - Caravel. Stilografica prodotta in occasione delle Colombiadi, in 1.500 esemplari in celluloide antica. Coperta da due brevetti: le pastiglie d’inchiostro e il calamaio da viaggio. Il pittore Mario Fantini dipingerà, per l’occasione, 1.500 quadretti a corredo della confezione.
1993 - Uffizi. Nel 1993 viene introdotto il modello Voyager, con una nuova clip monolitica. La stilografica Uffizi sarà la sua versione lusso, limitata a soli 500 esemplari filigranati e 50 in overlay. Caricamento power filler a depressione.
1994 - Alhambra. Stilografica in ebanite, ispirata al castello dell’Alhambra e creata in occasione del lancio dell’azienda in Spagna. Particolarissima la tecnica d’incastonatura della filigrana; il conduttore è realizzato in ebanite.
1995 - Michelangelo. Stilografica in celluloide verde marmorizzato con inserti color bronzo, prodotta in edizione limitata (in due versioni grande e regular) con abbinato calamaio da viaggio.
1996 - Taj Mahal. Con una filigrana totalmente fatta a mano, senza clip, a rappresentare uno scettro reale. L’anno seguente - su ordinazione del Sultano del Brunei - ne fu realizzata una versione con diamanti incastonati per 8 kt. Diciotto esemplari, così concepiti, furono venduti in soli due anni a 50 milioni di lire cad.
1997 - Leopardi. Mini pen, creata per celebrare l’anniversario di Leopardi. La poesia L’infinito è incisa sul fusto con tecnica laser.
1998 - Voyager Anniversary. Creata per il decennale di Visconti. Sistema di caricamento a doppio serbatoio, che consente un’autonomia di scrittura dieci volte superiore alla media e la totale sicurezza in volo.
1999 - Camelot. Stilografica in edizione limitata, con filigrana senza congiunzione, totalmente cucita a mano.
2000 - Millenium. La prima stilografica Visconti che monta la nuova clip che caratterizzerà l’intera produzione negli anni a seguire.
2001 - Rinascimento. Collezione ispirata alla gioielleria: ogni penna è realizzata con una diversa tecnica orafa.
2002 - Skeleton. La prima penna, mai realizzata, in titanio traforato. Per evidenziare la particolare lavorazione viene utilizzata una penna demonstrator.
2003 - Alchemy. Stilografica in edizione limitata, prodotta in resina vegetale, con filigrana incisa in argento e vermeil; due pennini opposti e caricamento a contagocce. Nella confezione la penna è sospesa magneticamente nel cerchio della vita.
2004 - Città Proibita. Due le versioni: una in oro 18 kt e resina madreperlata rossa, una in argento 925 e resina blu. Le miniature sono realizzate con fusione a cera persa, rispettivamente in oro e in argento, a rappresentare la testa di un dragone.
2005 - Creature soprannaturali (collezione Maki-e). Quattro stilografiche in edizione limitata (188 esemplari) in celluloide antica color avorio, decorate con tecnica Maki-e.
2006 - Divina Proporzione. Modello innovativo dal design accattivante. La Divina Proporzione è coperta da ben due brevetti, uno per design e uno per il sistema di chiusura del cappuccio a baionetta. La penna in celluloide, è completata da un nuovo sistema di caricamento e corredata da un originale strumento per misurare la proporzione aurea dalla quale trae ispirazione.
2007 - Metropolis. Penna con pennino rientrante e sistema di riempimento a stantuffo. Questo sofisticato meccanismo, più simile ad un orologio che a una penna, è oggetto di brevetto industriale di invenzione.