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Dal grifone al pellicano Penna Magazine


Dal grifone al pellicano

La storia di Fabbriche Grifone, l’azienda tedesca nata all’inizio del Novcento che nel 1965 viene acquistata da Pelikan, con la quale viene fusa nel 1985

 

Carl Bruer (1869-1939) è stato uno di quei rari individui capaci di coniugare grandi capacità di imprenditore a doti di uomo di mondo e godere pienamente del benessere prodotto. Ho avuto l'opportunità di conoscerlo, in senso metaforico beninteso, in occasione del volo inaugurale del dirigibile Hindenburg da Francoforte a Lakehurst (New Jersey), svoltosi tra il 6 e il 9 maggio 1936. Stavo esaminando la lunga lista dei passeggeri di quel volo quando noto il nome di Carl Bruer, seguito da alcune brevi note, più avanti descritte, che mi spingono ad approfondire la conoscenza di questo personaggio, legato non poco al mondo della scrittura, la cui storia vale qui la pena raccontare.

All'epoca del volo dell'Hindenburg, Carl Bruer aveva 66 anni e nelle note da me trovate sui passeggeri viene così descritto: “Fabbricante di penne stilografiche e proprietario della Greif-Werke in Goslar, Germania. Bruer fu anche un viaggiatore frequente sugli Zeppelin e scrisse numerosi libri che descrivevano i suoi viaggi a bordo dei Graf Zeppelin in Sudamerica, al Cairo e il suo viaggio di andata e ritorno negli Stati Uniti sull'Hindenburg”. Sembra evidente da questi appunti di trovarsi di fronte a un abile personaggio che, all'apice di un’attività di successo, sa godersi quel benessere da lui stesso creato, grazie anche alla costituzione della Greif (grifone).

Osserviamone più da vicino le vicende: fondata nel 1902 a Goslar, piccola cittadina nel cuore della Germania, poco più a sud di Hannover, nel ricco bacino minerario del Rammelsberg, Fabbriche Grifone era, come recita la sua ragione sociale, “Prima Società Tedesca di Cancelleria e Articoli per Ufficio. Fabbrica per Macchine di Riproduzione, Carta Cerata, Colori, Accessori, Carta Carbone, Nastri, Inchiostri, Collanti”.

Insignita di medaglia d'oro alla fiera di Lipsia del 1914, disponeva di succursali a Berlino, Amburgo e Düsseldorf e di un ufficio commerciale capace di corrispondere in numerose lingue estere, confermato dalla presenza delle quattro maggiori lingue europee su alcune vecchie confezioni. Superfluo sottolineare che il marchio registrato esibiva un grifone.

Chiunque abbia un po' di dimestichezza con la storia degli strumenti di scrittura avrà già intuito quanto la produzione della Greif di Goslar fosse in concorrenza con quella della più antica Pelikan di Hannover.

Con la conclusione del primo conflitto mondiale, all'esordio degli anni '20, l'azienda arriva a impegnare oltre 300 persone e dal 1922 inizia anche la fabbricazione di stilografiche. La presenza di Greif sul mercato italiano è accertata attraverso la rara pubblicità, rintracciabile su riviste d'epoca, di Adolfo Held, rappresentante generale per Italia e colonie con uffici a Milano in via Settembrini 7. Sebbene di buona fattura e bella linea, le stilografiche a marchio Greif non sono facilmente rintracciabili sul mercato collezionistico, anche se il prezzo solitamente richiesto è più modesto rispetto alle più blasonate Pelikan e Montblanc: i pochi modelli ritrovati sono realizzati in resina nera, sempre con carica a stantuffo e serbatoio a vista, riportano la sagoma stilizzata di un grifone sul bottone che fissa il fermaglio sul cappuccio, presentano il pennino, in metallo o in oro 14 kt, con il marchio dell'azienda e il grifone. La produzione post-bellica è probabilmente quella contraddistinta dall'inserimento di anelli in resina verde sulle estremità o in corrispondenza dell'anello del cappuccio.

La storia di questa azienda si interrompe allorché nel 1965 viene acquistata da Pelikan, con la quale viene definitivamente fusa nel 1985: il grifone lascia così il posto al pellicano, dimostratosi più abile a controllare le forti correnti che da sempre dominano il vasto mare del commercio.

 

Giuseppe Fichera