TROPPO BELLE PER QUESTO MONDO Back

Con le loro rarità le aste di dicembre non mancheranno di soddisfare chi è in vena d’investimenti forti. Né d’altronde rimarrà a bocca asciutta chi dispone di un budget modesto.

C’è un sottile filo conduttore a legare alcuni tra i top lot della vendita fissata da Bonhams per il prossimo 14 dicembre nella londinese New Bond Street: il fatto di essere capolavori dalla realizza­zione troppo complessa e/o dispendiosa, confinati per questo motivo al ruolo marginale di prototipi. Citiamo a questo proposito il caso di una penna Montblanc e di una Namiki, brand che più degli altri danno il tono all’asta Bonhams.
Risalente agli anni di guerra 1942-44, la rarissima Montblanc Meisterstück 134 in celluloide bianca e nera scatenerà sicuramente la danza dei martelletti. La produzione su vasta scala di una stilografica con pennino in oro 14 kt e placcature del medesimo metallo era infatti cosa del tutto incompatibile con l’economia di guerra; basti pensare che nella Ger­mania degli anni ‘40 persino le case discografiche erano costrette a eliminare le scritte dorate dalle etichette dei loro 78 giri. La base d’asta per questa rarità assoluta dall’iconica clip a cravatta e sistema di caricamento a stantuffo oscilla tra 6.500 e 7.500 sterline.
Allo stato prototipico è rimasto anche il modello Emperor Dragon and Cloud, realizzato da Namiki negli anni ‘90 e munito del maestoso pennino taglia 50 in oro 18 kt: secondo l’autorevole parere di Chri­stophe Larquemin, il cui libro “The Four Seasons of Namiki” è ben noto ai cultori delle penne laccate, la complessità delle sue decorazioni e l’autentico profluvio di granuli d’oro che lo caratterizzano ne avrebbero resa la commercializzazione quantomai ostica. Dragon and Cloud è in effetti una summa vera e propria delle principali tecniche maki-e, oltre a quella nota con il nome di Raden, ben riconosci­bile nella magica sfera madreperlacea racchiusa saldamente tra gli artigli del drago (stima 30.000- 50.000 Gbp).
La stilografica Cat and Flowering Plants (stima analoga) risale invece ai primi anni ‘30, ovvero all’e­poca d’oro in cui la partnership commerciale con Dunhill aprì le porte del mondo a Namiki, facendone conoscere i capolavori anche fuori del paese del Sol Levante. Espressione più recente di questo storico sodalizio sono le penne Kingfisher e Hannya, offerte in occasione dell’asta “Stylomania” di Artcurial, in programma il 4 dicembre presso l’Hotel Drouot di Parigi. La prima vuole essere simbolo e auspicio di un amore genuino e innocente, come suggerito dalla scelta del motivo del martin pescatore, noto per corteggiare la sua femmina omaggiandola di un pesce appena catturato (stima 45.000-50.000 euro). Più tormentata, ma anche molto più preziosa la stilografica Hannya, il cui nome allude alla masche­ra del demone femminile che nell’antico romanzo giapponese “La storia di Genji” s’impossessa della nobile dama Aoi in seguito al sortilegio scagliato da una rivale. Il leggendario artigiano-artista Kyusai Yoshida è qui riuscito a fissare su lacca la follia di Aoi in tutta la sua carica dirompente, in un turbi­nio di sfumature rosso intenso e oro, nonché nei lineamenti contratti della maschera dipinta in rilievo sul fusto. Capolavoro espressionistico, quindi; ma non solo. Questa edizione limitata si distingue infatti anche per il suo notevole grado di rivalutazione: of­ferta ancora tre anni fa per 50.000 dollari Usa su un sito specializzato, viene ora stimata da Artcurial sui 160.000-180.000 euro. Il fatto poi che Dunhill-Nami­ki “Hannya” sia stata realizzata in soli 25 esemplari fa prevedere un’ulteriore escursione del suo valore nell’immediato futuro.
Sono invece bastate 220 sterline (a fronte di una stima di 120-160 Gbp) per aggiudicarsi un lotto con­sistente in tre bellissime stilografiche vintage Parker Royal Challenger, lo scorso 14 ottobre durante l’asta online tenutasi sul sito TheAuctionRoom.com per conto di Dreweatts. Tutti gli esemplari presentavano l’esclusivo look marmorizzato ulteriormente abbellito dal motivo a lisca di pesce, oltre al sistema di riem­pimento a pulsante di fondo caratteristico di questo modello popolare nelle scuole di fine anni ‘30.
Vi consigliamo infine di non farvi sfuggire (sempre che qualcuno non sia stato più veloce di voi) il bel set Pelikan “tartaruga” databile intorno agli anni ‘50 proposto da Dorotheum. Rimasto curiosamente in­venduto lo scorso ottobre in un’asta viennese dove era stato offerto all’assai ragionevole prezzo di 160 euro, al momento della stesura di questo articolo il lotto composto da stilografica modello 400 e portamina risulta ancora acquistabile al prezzo fisso di 248 euro (escluse eventuali spese di spedizione, s’intende) presso la filiale Dorotheum di Vienna – Neubau. Chissà che non facciate ancora in tempo ad aggiungere sotto l’albero di Natale almeno que­sto set, se non una delle meraviglie da “Mille e una notte” sopra descritte...

Set Pelikan (Dorotheum)

MOSTRA SCAMBIO A BOLOGNA

L’Associazione collezionisti penne stilografiche (ACPS) organizza sabato 28 novembre una mostra scambio di stilografiche e materiali di scrittura a Bologna. La mostra si terrà presso l’Hotel NH di Piazza XX Settembre, posto nelle immediate vicinanze dalla stazione, dalle 13.00 alle 18.30. L’ingresso è riservato ai soci, ma ci si può associare direttamente presso la sede della mostra, corrispondendo la quota 5 euro, che ha validità di un anno. Chi volesse prenotare un tavolo per esporre la sua collezione o le penne da scambiare può contattare Marco Vanzi (055.7398731 - 333.8175873) o Simone Piccardi (347-1032433), oppure inviare una email all’indirizzo di posta elettronica acps.segreteria@gmail.com.