LA SCRITTURA FA 90 Back

All’alba dei suoi primi 90 anni Omas si conferma più che mai dedita a promuovere mediante strumenti esclusivi la cultura di un pensiero plasmato dalla scrittura a mano.


Gnothi sautón, “conosci te stesso”, la celebre iscrizione collocata nel tempio di Apollo a Delfi riassume quanto nessun’altra la mission di Omas. E questo non solo perché il fondatore della maison bolognese, Armando Simoni era un fine conoscitore della cultura e dell’arte classiche (circostanza di cui certi stilemi da sempre ricorrenti negli strumenti da scrittura Omas rendono eloquente testimonianza), ma anche e soprattutto perché i prodotti della manifattura felsinea favoriscono un’esperienza di scrittura particolarmente consapevole e concentrata.
Magia? Nient’affatto. È la scelta di materie prime naturali, diversissime l’una rispetto alle altre (si spazia dalla celluloide al legno, fino al titanio) ma accomunate dal fatto di offrire una sensazione gradevole alla mano che scrive, a far sì che l’utilizzo di una penna Omas sia un’esperienza paragonabile alla degustazione di una pietanza raffinata o di un buon vino. Un’esperienza necessariamente slow, per usare un termine di moda in questi anni. Si aggiunga a ciò un savoir-faire artigianale made in Italy in grado di foggiare i materiali più ostinati secondo le forme più ergonomiche (si pensi a Omas 360 con le sue giustamente famose superfici a sezione triangolare) e il design più aggiornato, rendendo ogni penna estremamente piacevole non solo al tatto, ma anche per la vista. Ultimo non ultimo, una modalità di scrittura come la stilografica (ancora oggi vessillo di una maison come Omas) impone di prendersi tempo per operazioni come il caricamento e l’addomesticamento del pennino agli occhielli, ai “fini” e ai “pieni” che quest’epoca di penne usa e getta e di digitalizzazione della scrittura ha da lungo dimenticato. E se è vero che la forma, in qualche modo, riflette la sostanza, allora è facile giungere alla conclusione che un pensiero ben curato nella sua espressione grafica, probabilmente, sarà anche frutto di un ragionamento non affrettato. Questa la ricetta del successo di Omas; un successo che si perpetua da 90 anni, ossia da quel fatidico 15 giugno 1925 in cui il fondatore dell’azienda decise dopo lunghi anni di gavetta nella produzione di penne per conto di terzi di dare vita all’Officina Meccanica Armando Simoni.
Per celebrare la ricorrenza Omas ha già lanciato il set 90th Anniversary Cavalier Armando Simoni Limited Edition, composto da tre sontuose stilografiche The Paragon Vintage in celluloide color radica, verde saft e scarlatto, ciascuna equipaggiata di diversi pennini in oro, dal 18 kt al 14 kt extra-flessibile e impreziosita da ben nove verette in oro o rodiate, a seconda delle versioni. I 90 esemplari del set appena descritto ci risultano già esauriti; in compenso la maison presenterà nel corso di quest’anno un ulteriore trittico di penne ispirate ad altrettanti design iconici del marchio Omas, nonché un set calligrafico rivolto a coloro che intendono approfondire l’affascinante disciplina del bello scrivere. L’azienda ha inoltre annunciato l’imminente lancio di un’Edizione Anniversario Dante Alighieri (dalla cui nascita sono infatti trascorsi esattamente 750 anni), destinata a rendere ancora più profondo quel legame tra Omas e il mondo dell’arte già sancito da strumenti da scrittura di lusso come le Edizioni Anniversario William Shakespeare e Michelangelo. Al di là di queste sorprese previste per i prossimi mesi, la manifattura bolognese offre un ricco catalogo di modelli storici, spesso rivisitati in intriganti reinterpretazioni alla luce sia dell’evoluzione del gusto sia delle migliorie tecnologiche che nel corso dei decenni hanno interessato il settore. Ce n’è per tutti i gusti: dalla collezione “Arte Italiana” con le sue penne sfaccettate in perfetto stile metà ‘900, alle forme arrotondate della linea “Ogiva”, la cui prima versione risale al 1927. Dal già menzionato modello 360, disponibile ora in coloratissime livree perfettamente in sintonia con il mood cromatico dei nostri giorni alle inedite versioni vintage della stessa, dove Omas dimostra appieno la padronanza di materiali quali la celluloide e la resina di cotone, con i loro giochi di screziature, sfumature e trasparenze.
Senza dimenticare le edizioni speciali frutto della collaborazione con marchi iconici del mondo dei beni di lusso (da Maserati a Krug, da Cohiba a Emilio Pucci), nonché tirature limitate delle quali in questa sede citeremo solamente la Penna del Dottore. Rivisitazione del modello dotato di termometro ideato negli anni ’20 dallo stesso Simoni, questo ennesimo tributo al genio del fondatore di Omas rinuncia allo strumento di misurazione della temperatura in favore delle suggestive decorazioni in oro o argento 925 dello scultore Federico Monti, il quale ha saputo calare il motivo del bastone di Esculapio in una temperie squisitamente liberty.È una febbre quanto mai contagiosa, quella della scrittura analogica... parola di Omas!